Agenzia Web
Il web è un luogo di lavoro e condivisione, da non confondere con la televisione.
Non possono essere accomunati perché sono entrambi supportati da uno schermo di vetro. La differenza tra i due mezzi non risiede tanto nel fatto che la televisione è veloce e il web lento (tra poco tempo questo problema sarà risolvibile), quanto nel rapporto con gli utenti: il web è un medium on-demand in cui l'utente richiede le informazioni con un atto di volontà, mentre la televisione è un mezzo broadcast che lascia lo spettatore passivo di fronte all'offerta dei contenuti.
Internet è un mezzo recente, immaturo, che possiede una vastissima offerta: milioni di siti che offrono continue alternative.
La TV è fatta per essere guardata, il Web per compiere azioni.
Quando un visitatore apre una home page, la possibilità che abbia intenzione di passare molto tempo a scoprirne il sistema di navigazione o a decifrarne le icone, è praticamente nulla. Gli utenti web non sono spettatori né esploratori, vogliono fare qualcosa. Accedere a Internet non è come guardare un film o un video in tv (le aree in cui spesso i creativi sono più ferrati). Il web è fatto per lavorare. Cliccare. Cercare. Ottenere dei risultati. Non semplicemente, guardare.
L'usabilità è una delle armi a nostra disposizione per trattenere l'audience e per consentire ai visitatori di lavorare con il nostro sito
L'usabilità è quella proprietà di un sito web che lo rende "facile" da navigare e usare.
Originariamente la parola usabilità deriva dalla progettazione dei software: dalla metà degli anni 80 iniziò a svilupparsi quella che è una vera e propria scienza, che coniuga la psicologia e l'intelligenza artificiale all'informatica.
Questi erano e sono tuttora i principati attributi dell'usabilità definiti nel Sun Usability Lab:
1. Utilità
La prima domanda riguarda ovviamente il senso stesso del sito. Serve a qualcosa? A chi serve?
2. Facilità di apprendimento
Come si comportano gli utenti davanti a un sito che non hanno mai visto? Indugiano? Si ritrovano in aree di cui non conoscono il senso generale e di cui non sanno dire come sono arrivati? Vorrebbero fare qualcosa ma non sanno "Come"? Ci sono delle "metafore" di facile intuizione? (Tra queste la più' famosa è l'onnipresente "carrello della spesa")
3. Efficienza
I visitatori possono interrogare il sistema e ricevere delle risposte sensate e veloci, o devono tentare e ritentare per ottenere ciò che hanno in mente? Il caricamento del sito è rapido?
4. Facilità di ricordo
Gli utenti ricordano immediatamente come usare il sito la seconda o terza volta che ci ritornano?
5. Prevenzione degli errorì
I navigatori compiono errori o usano spesso il tasto back come se fossero finiti dove non volevano? Il sito stesso contiene errori di vario genere?
6. Soddisfazione
Il sistema è divertente e soddisfacente da usare o crea ansia e frustrazione?
Il punto di vista dell'utente è la prima cosa di cui tenere conto nella progettazione e produzione di un sito web.
La scelta più facile sarebbe quella di cadere nel tranello della tecnologia a tutti i costi, del "facciamo colpo sul cliente". Mentre, nel costruire schemi di navigazione, grafica e database occorre sempre chiedersi: "come si comporteranno i visitatori, che vantaggi ne trarranno?"
In tutte le fasi della progettazione occorre sempre avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere, conoscendo soprattutto le necessità degli utenti, prevedendo i loro comportamenti nel sito
A seconda delle statistiche, dal 39 al 50% delle vendite potenziali viene perso perché non si riesce a trovare l'informazione. Il problema non risiede nello scarso interesse che può avere la merce, ma nel fatto che i visitatori non riescono bene a capire che cosa e come si stia vendendo!
I dati tangibili di un sito non usabile provengono innanzitutto dall'analisi dei log. I log sono file di testo che conservano la memoria dei visitatori e del traffico di un sito.
Esistono diversi software per l'analisi statistica dei log, più o meno costosi, più o meno famosi (tra questi il più celebrato è "Web Trends"); esistono siti che on-line vanno a monitorare le nostre visite, alcuni lo fanno gratuitamente e altri a pagamento: è una questione di scelte, ma in ogni caso i dati riportati dai log sono il primo "Fatto" sui cui lavorare.
Un sito pubblicato e pubblicizzato non funziona quando:
Quando l'analisi dei log rivela questi comportamenti allora è il caso di considerare un approccio user oriented.
Per progettare un sito usabile la prima cosa da fare è non cadere in quelli che sono tra gli errori più comuni nella costruzione di pagine: errori "estetici", di navigazione e di "ergonomia".
È ormai difficile incappare in gravi errori di stile perché l'evoluzione media del buon gusto nel web ha fatto sparire la maggior parte dei siti aziendali progettati come le home page di Geocities. Ma ripetere l'ovvio non fa mai male, ed è il caso di ricordare che questi elementi di cattivo gusto sarebbero da evitare anche nelle home pages personali.
Gif animate
Quando in una home page tutto si muove e lampeggia, l'effetto finale risulta veramente fastidioso. Tra gli estremisti dell'usabilità c'è chi sostiene addirittura che tutte le animazioni vengono scartate automaticamente dal campo di attenzione dei visitatori perché da sempre portatrici di inutili messaggi pubblicitari. In ogni caso il danno alla credibilità diventa incalcolabile con il piazzamento di animazioni gratuite prese in qua e là sulla rete. Tra le nefandezze più diffuse le animazioni dei lavori in corso e le caselle di posta animate.
Background
Gli sfondi psichedelici e ripetuti sono uno degli errori più antichi del web. Eppure c'erano tempi in cui qualcuno osava mettere del testo blu sullo sfondo elettrico, con un effetto devastante per i muscoli della retina e per la leggibilità del testo (testo che il più delle volte in effetti era di scarsissimo interesse). Eppure ancora c'è qualcuno che indulge sugli sfondi ripetuti. Annoiano, e regalano sempre quell'aura di impaginatori alle prime armi.
Bottoni
Bottonidi tutti i colori, con effetti che variano dal bevel and emboss ai lighting effects. I filtri di Photoshop portati al massimo utilizzo hanno provocato le più comuni cadute di buon gusto. Così, per sembrare dei perfetti dilettanti allo sbaraglio basta solo utilizzare alcuni dei più comuni "free buttons". (Tutti di forme e colori diversi, per ottenere il peggiore dei risultati).
Musica
I file midi sono l'ideale per infastidire il navigatore, che magari, reduce dall'ascolto del suo heavy metal preferito ha ancora le casse al massimo e inonda la stanza con la versione "carion" di "Mission Impossible". Non solo sono di pessimo gusto, ma risultano fisicamente fastidiosi all'orecchio umano per via di quella monotonia sonora che li contraddistingue. La sensazione che se ne ricava è paragonabile a quella provocata dalle suonerie dei telefonini.
Interfacce misteriose
Esistono anche home pages prive di descrizioni esplicite che richiedono un approccio "esplorativo". In genere un javascript al passaggio del mouse rivela i contenuti dei link misteriosi. Progettate nella convinzione che un sito sia un videogioco, il più delle volte invitano a lasciare perdere la Caccia al Tesoro ai contenuti.
Caricamenti lenti
Quando dopo trenta secondi di attesa ancora permane la scritta, "Loading, please wait". O quando - peggio - non succede proprio niente, solo un visitatore masochista continuerebbe nell'attesa. La maggior parte lascia perdere, rivolgendo la sua attenzione a un altro dei tanti milioni di siti presenti sul web.
Uso smodato delle tecnologie
Flash, applet java, javascript che scorre nella barra del browser. La pagina sta caricando a fatica e ... Ops! É saltato tutto, bisogna ricorre al vecchio e traumatico reset. Ecco un sito in cui non tornare.
Home pages per Browser specifici
"Questa pagina è visibile con Explore 5.31 se usate altri browser ecco il link per scaricarlo." A volte l'ingenuità dei progettisti è quasi disarmante: si aspettavano che qualcuno andasse sul sito della Microsoft, si sobbarcasse il riempimento di un form infinito, scaricasse un software da 6 mega con un download della durata complessiva di sette ore, per poi iniziare l'installazione e riavviare il computer? E soprattuto: si aspettavano che il misero potesse ancora ricordarsi del loro sito?
Pop-up Windows
Diventa intollerabile quando la finestrella si apre per pubblicità, è sopportabile quando approfondisce il contenuto di una pagina, ma è un profondo e imperdonabile atto di maleducazione quando si apre tutte le volte che si preme un tasto back, o peggio ancora quando ne apre un'altra a sua volta.
Chi ha il diritto di occupare il PC di un navigatore con finestre non richieste? Solo i siti cracker. Eppure anche blasonate media agencies non si fanno scrupolo di infastidire i visitatori con una finestra per ogni animazione flash che la loro creatività ha voluto regalare al mondo. Se ci fosse un garante per la privacy informatica, forse vieterebbe la pratica dell'affollamento di browser nei PC altrui.
Tutto ha inizio dalla capacità di banda, caricamenti rapidi, linee veloci e linee lente.
Sicuramente la dimensione della banda aumenta di anno in anno, ma la maggior parte degli utenti si muove sul web con modem a 56 kbps, e anche se altri sono dotati di connessioni veloci come le linee Adsl ci sono numerosi fattori che possono rallentare i collegamenti.
Il responso di un sito deve essere di circa 6 secondi: a chi lo costruisce sembrano pochissimi, ma a chi deve visionare un listato di 500 titoli rilasciato dal motore di ricerca sembrano anche troppi, e se i secondi sono di più sicuramente abbandonerà l'impresa per aprire la URL seguente. Sembra assurdo, ma la cosa più conveniente per valutare il tempo di risposta di un sito è farlo al peggio delle possibilità: con un modem 56k.
Sull'importanza del caricamento veloce si può solo lasciar parlare i fatti.
Non è un caso che i siti più visitati sono anche i più veloci da caricare (Google docet).
Essere visibili per tutti in un mondo fatto di browser, piattaforme e generazioni che cambiano ogni anno
Si chiama anche accessibilità. Significa non lasciare fuori nessuno. Né quelli che usano connessioni lente, o browser in disuso, o processori lenti. E neanche chi soffre di handicap visivi come daltonici e ipovedenti.
Per chi è a caccia di grandi numeri tra i propri visitatori - e il web è fatto di grandi numeri - è opportuno e non solo etico, non tralasciare nessuno. Nelle università e nelle biblioteche di tutto il mondo ci sono ancora pezzi di antiquariato informatico per l'accesso a Internet che forse non possono permettersi menu in flash, dhtml, java pesanti. Anche se si amano le tecnologie si dovrebbe sempre prevedere una versione light del sito.
È importante che l'approccio alla progettazione "usability oriented" sia seguito in ogni fase del lavoro, e che ogni singolo partecipante alla costruzione di un sito sia responsabilizzato.
Il presupposto condiviso dovrebbe anche essere quello di conoscere ognuno le responsabilità dell'altro: sia perché il più delle volte i confini tra i vari settori sono molto sfumati (e facilmente intercambiabili), sia perché ognuno dovrebbe avere un'idea di ciò che accade in tutte le fasi della lavorazione di un sito.
L'editoria multimediale è stata considerata agli inizi il campo in cui la figura dell'autore, dell'editore e del tipografo tendono a coincidere. Nei grandi web sites la riunione delle tre figure in una sola non può avvenire, per diversi problemi pratici - sono troppe le specializzazioni in campo - ma è importante conservare una visione d'insieme, altrimenti il percorso produttivo si blocca - come pare stia accadendo in diverse grandi web agencies.
9 domande da porsi quando si progetta un sito
I siti web consistono principalmente di un insieme di documenti organizzati in forma ipertestuale, se questi documenti hanno formati eterogenei come suoni, immagini, testi, filmati allora si chiamano ipertesti multimediali.
Anche il testo lineare classico può essere considerato un ipertesto al grado zero, composto cioè da una sola possibilità di lettura o un solo percorso. É di facile lettura ma anche rigido nel presentare i contenuti: toglie libertà di approccio all'utente-lettore, ed è poco affine al metodo associativo con cui la mente esplora il mondo quotidiano.
Sul versante opposto c'è il grafo: infiniti percorsi, flessibilità totale dell'"ambiente esplorativo" ma anche mancanza di organizzazione. L'assoluta mancanza di gerarchia crea estrema confusione.
In mezzo ci sono gli alberi che organizzano l'informazione in più percorsi (ma non infiniti), sono per questo chiamati multilineari, e si suddividono principalmente in due tipi: estesi o profondi.
L'albero verticale si sviluppa in profondità, di click in click, mentre l'albero esteso tende a presentare la maggior parte dei contenuti nel primo livello (in home page).
L'albero orizzontale ha i pregi della semplicità d'uso di un testo lineare e ha i vantaggi di flessibilità dell'ipertesto. Ma non scade nella carenza di organizzazione del grafo, né nell'eccessivo annidamento dell'informazione di un albero verticale.
Portare i contenuti in home page e organizzarli in aree chiare e distinte sono due delle soluzioni migliori nel web: tolgonoe l'incognita dei troppi click e puntano sulla flessibilità.
L'information architecture è il processo di organizzazione, etichettazione e visualizzazione dei sistemi di navigazione e ricerca degli ipertesti. Come tale è in grado di aiutare le persone a trovare e maneggiare l'informazione con successo.
Una buona Information Architecture, organizzando il sistema dei collegamenti ai vari documenti dell'ipertesto rende un sito facile da usare. (E aiuta i visitatori a ritornare).
Come si articola un processo di organizzazione dei link?
Clusters di Genitori e Figli
Per semplificare il sistema la prima cosa da fare è tracciare una struttura chiara. Quando ci si trova a dover progettare un sito di grandi dimensioni la prima cosa da fare è individuare i clusters. L'idea è quella di raggruppare oggetti simili in schemi di navigazione insiemistici.
Un esempio di cluster paralleli di navigazione potrebbe essere:
Automobili (genitore)
I tre link sono per così dire paralleli, stanno tutti su uno stesso (sotto)livello, apparterebbero se - volessimo restare nella metafora della parentela - tutti a una stessa generazione di fratelli.
Jacob Nielsen e la navigazione a briciole di pane
Se nel sito i link vanno sempre più in profondità dando origine a più generazioni di livelli, allora è il caso di usare una struttura a briciole di pane. È il metodo che usa Yahoo!, e si presenta come una serie di passi successivi che dal primo (padre) portano fino a un qualche "pronipote". Per esempio:
Hardware (genitore) > Personal Computer (figlio) > Portatili e Palmari (nipote) > Notebook (pronipote)
Questo tipo di percorso andrebbe sempre indicato nelle pagine per favorire l'orientamento degli utenti.
Soluzioni tecniche
La navigazione a Cluster può essere presentata usando nuove tecnologie come i menu a scomparsa nelle barre di navigazione. Naturalmente ogni pagina-figlio deve avere comunque la possibilità di ritorno alla pagina-genitore. Risalire il sito a ritroso, dal fondo alla cima, dovrebbe essere facile come percorrerlo dal basso verso l'alto.
Non tutti i link sono uguali
Jacob Nielsen nel suo libro Web Usability ha indicato tre tipi principali di link:
Link Topici: il testo sottolineato che conduce a ulteriori informazioni riguardo all'argomento trattato. Non tutti sono d'accordo nell'inserire dei collegamenti dentro il testo, si corre il rischio di spezzare troppo la lettura. Per esempio, gli articoli di www.repubblica.it sono privi di collegamenti al loro interno. Gli approfondimenti si possono trovare solo nella barra di destra.
Link associativi: vengono usati per indicare altre pagine dal contenuto simile o correlato a quella attuale, che l'utente potrebbe perciò trovare interessante. Per esempio, i famosi "titoli correlati" nel caso ci si trovi in un sito che vende libri, oppure stampanti a colori nel caso si stiano consultando le stampanti in bianco e nero. Non sono vere e proprie guide alla navigazione del sito, ma piuttosto forme di "manipolazione" della navigazione.
Link strutturali: sono link usati per connettere fra loro diversi livelli della struttura del sito. È importante che i link strutturali vengano ripetuti identici su tutte le pagine, cosicché l'utente possa sapere quali opzioni di navigazione aspettarsi e in che rapporto stanno tra i loro gli argomenti in cui ci si muove. Generalmente i link strutturali sono quelli che alloggiano sulle barre di navigazione (o menu).
Diversi studi hanno confermato che il contenuto di un sito è la cosa più importante.
Il pubblico sembra non dare importanza a ogni altro aspetto del design.
Quando arrivano in una pagina gli utenti ignorano le barre di navigazione e gli altri elementi di design: guardando direttamente all'area di contenuto della home.
Inoltre, nonostante tutti i nostri sforzi, spesso non capiscono in che zona si trovano di un sito
I visitatori sono estremamente tesi agli obiettivi che vogliono raggiungere e che hanno in mente - e non utilizzano il loro tempo per qualcos'altro
Per raggiungere i loro obiettivi spesso si affidano alle maschere di ricerca con parole chiave come principale strategia, bypassando ogni tentativo di visita guidata.
Se le pagine sembrano non possedere un contenuto rilevante, i visitatori le abbandonano dopo 2-3 secondi, senza affidarsi troppo ai menu
Se gli utenti non capiscono un certo elemento di design, non perdono tempo a impararlo, piuttosto continuano ignorandolo.
Eppure avrebbe senso fare a meno dei menu?
Il punto è: quali sono le probabilità che il visitatore abbia veramente bisogno di passare da una sezione all'altra del sito senza fare ritorno all'home page? Apparentemente pochissime.
Del resto basterebbe semplicemente fare click sul back, e in mezzo secondo la home già in memoria sarebbe sullo schermo.
Eppure:
Senza nessuna cornice intorno, le pagine diventerebbero orfane, non sarebbero contestualizzate. Anche se non ne faranno uso, gli utenti devono sempre poter sapere dove potrebbero andare(Nielsen - www.useit.com).
Ci sono modi migliori di costruire un sistema di navigazione usabile che non il semplice aggiungere link uno dopo l'altro al sito. L'esperienza di navigazione può essere definita in modo tale guidare gli utenti da un punto all'altro di un web site sito riconoscendo punti di ingresso, punti di azione e punti di uscita. Dietro queste idee astratte ci sono alcuni concetti fondamentali che devono essere considerati.
Un sito di successo organizza l'informazione in un formato facile da usare.
Per progettare un sito che lavori con e per i visitatori, la chiave di volta sta nell'identificare uno specifico, critico punto di azione. L'intero schema di navigazione va costruito cercando di guidare gli utenti verso questi punti di azione, partendo dalla loro prospettiva.
Il punto di Azione
Un punto di azione è il luogo in cui vogliamo guidare i nostri utenti. Ci sono zone dell'ambiente web dove i visitatori possono interagire, acquistare qualcosa o ottenere finalmente l'informazione desiderata. Per scoprire quali sono gli "action point" bisogna prima chiedersi che cosa i visitatori vorrebbero fare durante la visita e creare una gerarchia delle priorità. Alla fine risulteranno esserci diversi punti di azione per uno stesso sito.
Il punto di Ingresso
Dal punto di ingresso gli utenti dovrebbero trovare percorsi chiari verso ogni punto di azione del sito. La home page può essere inteso come il primo punto di azione. Il punto di azione di "grado zero".
Il punto di Uscita
I punti di uscita sono i nodi dove si concentrano maggiormente le uscite dei visitatori dal sito. I punti di uscita hanno molto a che fare con i punti di azione, per diversi motivi: nel migliore dei casi gli utenti escono dal sito perché hanno finito ciò che volevano fare nel punto di azione, o nel peggiore perché non sono riusciti in ciò che volevano. Una volta che si sono scoperti i motivi per cui gli utenti lasciano, si può pensare di piazzare altri punti di azione dalle pagine di fuga allo scopo di trattenerli sul nostro sito. Se condotta con successo, questa strategia permette di guidare i visitatori da un punto di azione all'altro, tenendo alto il loro interesse con l'offerta di materiale interessante.
Un'altra delle strategie - nel caso che le cose siano andate bene - è quella di cercare di instaurare un feeling post navigation (per esempio ripetere un invito all'iscrizione alla newsletter).
Infine, i punti di uscita possono aiutarci a identificare i problemi di usabilità. Se si nota che una percentuale significativa di utenti lascia il sito da una pagina che non ha in alcun modo a che fare con un punto di azione, significa che i nostri utenti lasciano a metà il percorso e quindi è probabile che ci siano dei problemi di comprensione.
Una della cose più importanti è tenere d'occhio i logs per capire quali
sono i punti di uscita.
Il modo migliore di curare l'usabilità del sito è di osservare come gli utenti interagiscono con esso e incorporare i risultati che ne conseguono nella progettazione.
Il test di usabilità è indicato per la valutazione di siti predefinitivi, prima del loro rilascio sul mercato.
Il numero di utenti da coinvolgere in un test di usabilità varia in relazione alla quantità delle classi di utenza a cui è destinato il prodotto e ai risultati all'analisi costi/benefici. Può essere adottata la seguente regola:
per ottenere dati qualitativi
per avere dati quantitativi, sono necessari almeno 20 utenti
Quando di tratta di creatività cartacea, l'appeal si riferisce al livello di gradimento e coinvolgimento delle persone. In parte questa sensazione può essere traslata sul web, ricordando che comunque non rappresenta lo scopo principale della progettazione, ma uno dei fattori che contribuiscono a creare la user experience (come l'utente si sente).
Abbiamo visto che ci sono almeno 6 fattori importanti per la riuscita di un sito web:
I creativi hanno per primo il compito di conferire credibilità e cura al sito, perché l'attenzione che loro riverseranno nel posizionamento di un logo sarà percepita dagli utenti come l'attenzione che i proprietari del sito mettono in tutti i servizi che offrono. Tutti gli ambienti web hanno bisogno di essere credibili, qualsiasi cosa facciano.
Il punto 6 non riguarda necessariamente tutti, ma solo quelli che per diverse ragioni puntano su fattori emotivi: siti di profumi, moda, cibi ricercati, ecc.
In questo caso il lavoro dei creativi è doppio, oscilla tra il mantenere la credibilità, non perdere mai di vista l'usabilità e regalare agli utenti un po' di stupore.
La grafica può avere diverse funzioni in un sito tra cui:
Quando si vogliono inserire alcuni di questi elementi la prima cosa di cui tener conto è - naturalmente - la portata del download. Un buon designer sa quanto il web non aiuti in questo. I colori piatti delle gif sono di grande aiuto, pesano poco e se ben scelti sono di sicuro effetto. Le home invase dalle gigantografie fotografiche sono ormai in disuso a causa dei problemi di caricamento.
Gli obiettivi degli elementi grafici di un sito
Organizzare al meglio i link nella home page
Rendere al meglio la struttura di navigazione
Organizzare i link in aree tematiche
Occorre fare attenzione a non accumulare troppi link. Se, nonostante tutti gli sforzi la pagina rimane troppo piena allora è meglio raccordassi con gli architetti dell'informazione per ridefinirne il numero. Quando i visitatori hanno di fronte una home page vorrebbero avere la sensazione di cogliere al volo tutte le possibili direzioni. Raggruppare le scelte in aree tematiche aiuta: e le aree devono essere estremamente chiare, con al massimo 5-7 voci per area.
Suddividere le schermate o tenere gli scrolling?
Le pagine dovrebbero contenere un articolo intero. Un designer non si deve scandalizzare se alcuni layout richiedono l'uso dello scrolling, se si resta entro i 3000 caratteri tutto è ok. E' meglio tenere una pagina un po' allungata che spezzarla in parte prima e parte seconda: è fastidioso per i lettori ritrovarsi a dover attendere un nuovo caricamento quando sono già immersi nella lettura.
Avanti - Indietro?
Evitare bottoni come "avanti" "indietro". È sempre meglio usare del testo che spieghi dove il link porterà (es: "Leggi l'articolo completo", "le immagini della premiazione").
Che tipo di file stiamo linkando?
Occorre fare sempre molta attenzione: un link presuppone il caricamento di una nuova pagina, se, al contrario, porta ad aprire un file video o un mp3, va sempre reso con un icona e va indicata la dimensione del file in k; evitando di indicare il tempo di download come fanno alcuni, perché è un dato troppo relativo. Occorre scrivere: scarica il filmato del discorso di insediamento (icona telecamera) 980 k. Un'abitudine piuttosto deleteria è quella di far partire il client di posta elettronica quando si clicca su "contatti", è meglio allora progettare un form di immissione.
I rollover servono?
Sì. Aiutano a distinguere tra grafica decorativa e di navigazione, e soprattutto danno l'impressione che l'interfaccia reagisca immediatamente alla presenza dell'utente. Vanno costruiti con attenzione, evitando stravolgimenti strani, è meglio usare variazioni di colore piuttosto che di formato (in genere un testo che si trasforma in grassetto, provoca spostamenti non voluti in tutto il testo).
Dove posizionare le barre di navigazione? Gli standard di navigazione
Sicuramente gli elementi strutturali vanno messi dove le persone si aspettano di trovarli. Ormai le interfacce web sono diventate uno standard, voler essere creativi a tutti i costi inventando nuove disposizioni porterebbe di fatto ad alcuni problemi di usabilità.
I link strutturali dei siti andrebbero posizionati in questo modo:
Un tempo si tendeva a collocare la struttura di navigazione primaria sulla sinistra della pagina; poi si è visto che forse non era la cosa migliore. Se ci si pensa bene, tutti i software in commercio hanno il menu in alto, gli utenti si sono abituati a cercare tendine e pulsanti sulla parte alta della schermata: spostare queste opzioni sulla sinistra non si è rivelata una buona idea per le pagine web. Negli ultimi mesi la tendenza dei grandi web sites è quella di usare barre orizzontali in alto, e di ricorrere alla vecchia tabella sulla sinistra solo per le sottosezioni.
Intestazione delle pagine interne
Ogni riferimento al contenuto della pagina (intestazione) deve essere sempre ben chiaramente visibile, in genere sotto il menu di navigazione.
Visibilità dei link
Mai nascondere sotto lo scrolling elementi importanti della navigazione, o contenuti rilevanti. Gli utenti possono lasciare la pagina senza averli potuti vedere (un caso per tutti: "Acquista ora" nascosto in fondo alla pagina).
Colori dei link
In genere è preferibile usare il blu per il colore dei link. Da quando il web è nato il blu è stato il colore deputato a questo scopo, e ogni utente si aspetta - vedendo una parola blu - che quella sia un collegamento. Eventualmente - per ovviare ai problemi cromatici del blu elettrico, si potrebbe usare in sostituzione un colore della stessa tonalità ma desaturato in modo da non compromettere l'equilibrio cromatico del layout.
Utilizzo dei font
È meglio evitare di usare testi sottolineati se non si tratta di link. Anche il maiuscolo risulta poco leggibile: può funzionare solo per brevi parole. I font in una stessa schermata non dovrebbero essere di più di due tipi, un accumulo di forme genera un senso di confusione. Attenzione anche al testo centrato, funziona per i titoli, ma è deleterio per il corpo del testo, la leggibilità cala del 10%.
Il Flash prima della homepage per lo più fa male ai siti, è un fatto. L'utente è costretto ad aspettare due volte, la prima che l'animazione arrivi sul browser, la seconda che si svolga, anche se il più delle volte non aggiunge assolutamente nulla al contenuto di un sito. É un po' come dover pagare - le spese telefoniche - per vedere semplice pubblicità. Non ha senso. Lo skip non è la soluzione ideale - richiede comunque un click e una parte di attesa. Senza contare le infinite energie che vengono buttate per un'animazione di livello professionale skippata. Risparmiare sulla progettazione flash sarebbe controproducente: un'animazione non fluida e male orchestrata oltre a togliere appeal elimina anche quel poco che rimane di credibilità. L'unica soluzione possibile parlando di flash, è incorporarlo dentro la pagina, lasciando a chi non possiede il plugin la possibilità di vedere un'immagine ferma. In questo modo non si esclude nessuno, e non si verificano tempi di attesa supplementari per accedere direttamente ai menu di navigazione e ai contenuti. Chi vuol andare arrivare subito all'informazione può mentre l'animazione si svolge in un'altra area della pagina.
Un'animazione permanente (cioè in loop) diventa il più delle volte fastidiosa. Distrae dal contenuto e diventa un elemento di disturbo, un po' come qualsiasi stimolo sensoriale che si ripete sempre uguale.
No alle animazioni come link
L'animazione andrebbe usata per guidare l'attenzione su un elemento o evento del sito. Ma attenzione: non verso pagine troppo importanti, ormai il pubblico si è abituato agli oggetti in movimento, e li considera per lo più forme di pubblicità evitandoli immediatamente ed eludendoli dal proprio campo visivo. Paradossalmente anche gli stessi banner sono per lo più invisibili all'attenzione degli utenti: non si dovrebbe mai far partire un merchant di e-commerce per esempio, unicamente da un'animazione.
Animazioni senza ritorno
Attenzione al pulsante Back. Il più delle volte con Flash non funziona, si rischia di intrappolare i visitatori in pagine da cui non riescono più a tornare indietro.
Quanto dovrebbe pesare una pagina html? La home page dovrebbe caricare in meno di 6 secondi con un modem a 56 k. Quindi complessivamente non dovrebbe superare di 40 k
Le tabelle, se sono troppo complesse rischiano di rallentare la composizione della pagina nel browser. Dovrebbero sempre potersi espandere in verticale per accogliere nuovi link
Creare delle directory per organizzare i files (directories che contengono i vari html per le diverse aree di contenuto)
Usare quando è possibile fogli di stile esterni alla pagina
Utilizzare template/include nelle parti fisse delle pagine in collaborazione con i programmatori Asp, Php per facili aggiornamenti
Automatizzare il più possibile - cercare il più possibile di alimentare le pagine tramite database-
Testare sempre in diverse piattaforme e browsers
Usare HEIGHT e WIDTH nel tag delle immagini per un caricamento migliore
Usare gli ALT text per le immagini
Usare le nuove tecnologie e nuovi linguaggi solo quando sono stabili
Per i form attenzione ai tasti "Reset". Per lo più costituiscono un problema, perché gli utenti li attivano per sbaglio al posto del "Send". In linea di massima andrebbero evitati.
Gli svantaggi dei frame sono ormai di dominio pubblico: non si possono stampare, né possono essere ricostruiti dai motori di ricerca. Confondono i visitatori che perdono facilmente l'orientamento, non distinguendo la posizione in cui si trovano rispetto all'home page. Sono per lo più sconsigliati.
WebSAT - http://zing.ncsl.nist.gov/webmet/sat/websat-process.html - è un tool gratuito che automaticamente analizza il codice HTML alla ricerca di errori di usabilità.
Identifica i potenziali errori riguardo a sei categorie: accessibilità, uso dei form, performance, mantenimento, navigazione e leggibilità.