Manoscritti economico-filosofici del '44
Karl Marx
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il comunismo è l'espressione positiva della proprietà privata soppressa; e in primo luogo è la generale proprietà privata.
In quanto esso abbraccia questo rapporto [la proprietà privata] nella sua generalità, esso è nella sua prima forma, soltanto una generalizzazione e perfezione della medesima proprietà; e come tale si mostra in duplice figura.
Da una parte il dominio delle proprietà di cose gli si presenta così grande che esso intende annullare tutto ciò che non è suscettibile di essere posseduto da tutti in proprietà privata, e vuole astrarre con la violenza dal talento ecc.
Il possesso fisico immediato vale come unico scopo della vita e della esistenza; la prestazione dell'operaio non è soppressa, bensì estesa a tutti gli uomini; il rapporto della comunità al mondo delle cose resta il rapporto della proprietà privata.
E finalmente questo procedimento, di contrapporre alla proprietà privata la proprietà privata generale, si manifesta nella forma animale: per cui al matrimonio (che è certamente una forma di proprietà privata esclusiva) si contrappone la comunione delle donne, in cui anche la donna diventa una proprietà comunitaria, una proprietà comune. Si può dire che tale concetto, della comunione delle donne è il segreto svelato di questo comunismo ancora tutto rozzo e irriflessivo.
Così come la donna procederebbe dal matrimonio alla prostituzione generale, l'intero mondo della ricchezza, cioè dell'esistenza oggettiva dell'uomo, procederebbe dal rapporto di matrimonio esclusivo proprietario privato a quello di una universale prostituzione con la comunità.
Questo comunismo, in quanto nega la personalità dell'uomo ovunque, è soltanto l'espressione conseguente della proprietà privata, che è tale negazione.
L'invidia generale, che diventa una forza, è soltanto la forma nascosta in cui la cupidità si stabilisce e si soddisfa in un altro modo: il pensiero di ogni proprietà privata come tale si stravolge, almeno contro la proprietà privata più ricca, in invidia e brama di livellamento, così che queste ultime costituiscono persino l'essenza della concorrenza.
Il comunista rozzo è solo il perfezionamento di questa invidia e di questo livellamento da un minimo immaginato. Esso ha una misura determinata, limitata.
Quanto poco questa soppressione della proprietà privata sia una reale appropriazione lo prova precisamente l'astratta negazione di tutto il mondo della cultura e della civiltà, il ritorno alla innaturale semplicità dell'uomo povero e senza bisogni, che non ha ancora sorpassato la proprietà privata, che anzi non è ancora pervenuto alla medesima.
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(dal Terzo Manoscritto)