L'iniziativa di sabato 29 gennaio 2005 - Incontro dei G.A.S. toscani
Centro sociale Rebeldia - Pisa

'L'incontro dei gas della Toscana' è stata una giornata memorabile e il bilancio è senz'altro positivo

Più di 100 persone (e altrettanti sono rimasti a casa bloccati dalla neve e dall'influenza) sono arrivate dalle campagne in piena gelata e già dalla mattina presto ci telefonavano per dirci che la neve li aveva bloccati

Sono arrivati alle 10 del mattino e sono rimasti fino alle 18, per 8 ore consecutive(!) e senza pause, nonostante il freddo,
certo parecchi gaspisti hanno fatto di tutto per coccolarli..tanto che sabato notte non appena chiudevo gli occhi mi si parava il tavolo da pulire, le tartine da spalmare..ma tant'è..

Dalle 11 sono partiti i gruppi di lavoro e insieme s'è cercato
di conoscersi
di raccontarsi
di discutere dei prodotti dei campi
della qualità di quel che mangiamo
dell'omologazione del gusto
dell'agricoltura industriale che divora l'ambiente
della precarietà del lavoro contadino

perchè se nella precarietà della terra provi ad avere un progetto di vita diverso anche le certificazioni ti strangolano e allora meglio disobbedire, fare rete, magari anche con i contadini del sud, per aiutarsi e denunciare i padroni della distribuzione

perché, come dice Marc Tibaldi,
'Le politiche planetarie di dominio passano dal controllo dell'agricoltura. La terra, l'ambiente, le multinazionali, l'acqua, il cibo, i brevetti, gli ogm, l'economia, lo sviluppo sostenibile: è venuto il momento per una riflessione seria. Il movimento dei movimenti, ma diremmo ogni essere pensante che abbia il desiderio di un futuro di gioia e di creatività di intelligenza, deve affrontare al più presto queste tematiche in modo organico e complessivo se vuole davvero saper proporre un altro mondo possibile.'


Alcune note sull'incontro regionale dei Gas dellla Toscana

Introduzione GAS TOSCANI

Si e' svolta a Pisa il 29 Gennaio scorso l'assemblea regionale dei GAS, che ha visto partecipare rappresentanti di Gruppi di Acquisto Solidale, produttori che forniscono i GAS, rappresentanti del commercio equo, artigiani e diverse persone semplicemente interessate, oltre ad alcuni ospiti appositamente invitati.

L'assemblea è stata tenuta a Rebeldia, uno spazio liberato l'anno scorso da un gruppo di disobbedienti, e restituito all'uso dei cittadini (tra cui noi del GAS) dopo anni di abbandono ed incuria. La scelta del luogo ha avuto anche un significato di solidarietà con chi, dopo aver liberato questo spazio, vede la proprietà (università di Pisa) manovrare per toglierlo.

Il GAS di Pisa (GAS.P!) conta ormai oltre 150 nuclei familiari ed è in continua crescita, ma non è tanto la crescita numerica quella importante, bensì il fatto che aderire al GAS significa impegnarsi, tramite una forma di commercio alternativa, nella costruzione di quel mondo diverso possibile di cui tanto si parla, ma che difficilmente si vive nel quotidiano. All'interno dei GAS il commercio si basa non sulla regola del profitto, ma su principi di solidarietà, di giustizia, di rispetto sia per la terra che per le persone che lavorano, di fiducia e di risparmio, inteso, più che come risparmio di denaro, come non spreco di risorse, energia, trasporti ecc.

Nel percorso di crescita che ci sta accompagnando dalla nostra nascita (ormai, o solo, tre anni fa) abbiamo ritenuto necessario incontrarci per approfondire alcuni temi con cui ci confrontiamo e che ci dovrebbero aiutare nel percorso che ci sta ancora davanti, dopo il primo incontro in occasione di Terra Futura l'anno scorso, in cui ci siamo presentati e conosciuti.

L'assemblea si è dunque divisa in tre gruppi di discussione:

… Distretto di economia solidale per un'economia alternativa e di giustizia
… Rapporti con le istituzioni
… Organizzazione ed aspetti legali dei GAS

che poi si sono ri-incontrati alla fine della giornata.

OSPITI:
Francuccio Gesualdi, CNMS Vecchiano.
Maurizio Pascucci, rappresentante di Libera in Toscana
Arturo Federico, reti di Kilim, commercialisti per le ONG
Riccardo Guidi, Distretto di Economia solidale di Lucca

Distretto di economia solidale per un'economia alternativa e di giustizia

Il gruppo ha visto una partecipazione numerosa con la presenza di rappresentanti dei Gas e dei produttori.
La discussione è stata interessante per i temi affrontati e per le proposte indicate.
Si evince che i Gas, nel contesto economico e sociale consumistico e individualista, assumono un ruolo importante nella "critica al consumo", prefigurando una economia diversa basata sul rispetto della terra, delle risorse, delle energie, del lavoro, in una relazione continua tra le persone, dove i prodotti diventano elemento vivo di scambio e di ricchezza.
Le parole importanti della discussione:
Distretto:il termine non si confonde con le esperienze dei "distretti Industriali"?,l'idea della "rete di economia solidale" non si esprime meglio parlando di "Patto Territoriale Solidale" che unisce produttori, consumatori, botteghe del commercio equo e solidale, enti pubblici ecc.?

Locale: (ciclo corto)a questo termine che estensione vogliamo dare?;il locale coincide con il distretto?;quando e perchè andare oltre il locale: per l'acquisto di prodotti non coltivabili sul posto (arance, caffé ecc.); per esprimere una solidarietà a comunità in situazioni economiche e sociali difficili.
(questo argomento è stato dibattuto a lungo non trovando un comune accordo: invito ad una riflessione attenta ed ampia )

Solidarietà :una parola chiave in cui si gioca tutto il nostro ragionamento per una economia diversa : rapporto con il produttore per stabilire uno scambio equo tra prodotto e prezzo; rapporto tra gli appartenenti al gas per consolidare la partecipazione; rapporto con altre associazioni che operano nel commercio equo e solidale; rapporto con altre aree geografiche per sostenere i piccoli produttori e favorire la nascita di gas locali.

Produttore : la particolarità di questo incontro regionale era dovuto proprio alla presenza dei PRODUTTORI:
I gruppi di acquisto possono svolgere un ruolo importante nel sostegno alla piccola e media attività agricola; riconoscere il lavoro della terra con la determinazione di un "giusto prezzo". Registriamo un limite:
I gas devono ampliare il loro interesse economico versogli artigiani, i trasporti, i servizi ecc., se vogliamo definire la rete delle economie solidali.
Si propone di andare a costituire una rete dei produttori nel settore delle produzioni agricole:occorre definire un percorso di organizzazione e di presentazione delle aziende e dei prodotti.

Organizzazione: (lavoro di miglioramento e potenziamento deiGas) privilegiare i piccoli gruppi dove meglio si riesce mantenere il rapporto umano . Questa è la condizione per una gestione semplice degli ordini dei prodotti e della loro distribuzione.
Si può pensare a momenti periodici di incontri tra i vari Gas di un certo territorio per nuove conoscenze sui produttori per stabilire iniziative comuni:
Acquisti cumulativi, conduzione di campagne (es:eliminare i sacchetti di plastica dai supermercati, ridurre l'uso dell'acqua in bottiglia ecc.).

Mercato Contadino: (Luogo dell'Economia Solidale) i Gas e i Produttori organizzano un mercato aperto in città dove alla vendita diretta si unisce la consegna dei prodotti ai Gas. Un luogo per promuovare la solidarietà, il commercio equo e solidale, le energie alternative, il baratto, l'artigianato ecc.

Economia :non ci si può estraniare da questo concetto che va interpretato e applicato sul principio di solidarietà su base etica dove il lavoro ha una funzione sociale, economica e di scambio. La produzione si deve svolgere in un contesto ecologico, di salubrità e di qualità del prodotto.

Fondo Comune: si possono stabilire delle quote da versare nell'esercizio delle varie attività per sostenere iniziative, progetti comuni, campagne per la difesa dell'ambiente e dei prodotti ecc.

Adottare un produttore: stabilire un rapporto stretto con il contadino che può programmare e dedicarsi alla coltivazione di colture di sicuro acquisto da parte di uno o più gas.

Queste poche note incomplete e zoppicanti voglio essere solo una indicazione molto parziale delle cose dette nel gruppo di lavoro, dovrebbero servire a continuare questo nostro cammino e per definire meglio il nostro impegno.

Rapporti con le Istituzioni

La crescita numerica dei GAS e di coloro che vi partecipano sta diventando un fenomeno che inizia ad interessare anche altri soggetti: dalle istituzioni pubbliche a organizzazioni di commercianti, che, almeno in alcuni casi, temono la 'concorrenza'.

Il gruppo di discussine ha registrato esperienze in chiavi molto diverse (dalla collaborazione al conflitto) ed ha approfondito alcuni aspetti.
Se tra le collaborazioni siamo contenti di poter riconoscere i contributi, per esempio, del comune di Pisa, assessorato alle attività produttive, che ha favorito l'organizzazione del mercato contadino in piazza (sponsorizzandolo e aiutando logisticamente con scadenza mensile), dobbiamo anche purtroppo registrare che altri non sembrano vedere di buon occhio l'esperienza dei GAS: dalle lettere ai giornali alle visite dell'USL, si viene a stabilire un'ostilità che non fa certo bene.

Tra le istituzioni che più creano problemi, comunque, sono le aziende di distribuzione: dalla posizione di mediatori, sono nella possibilità di dettare condizioni sia ai produttori che ai consumatori, a beneficio esclusivo delle loro tasche. Proprio per cercare di affrancarsi dalla 'tirannia della grande distribuzione' uno dei principi si cui si basano i GAS è quello dei produttori LOCALI, con cui non ci sia bisogno di mediatori per gli acquisti. Facile per i prodotti che possono appunto essere prodotti in zona, ma se vogliamo, per esempio, le arance? L'esperienza dei produttori siciliani è tale che li porta ad essere "disubbidienti per forza": sarebbe impossibile sottostare a tutte le richieste (magazzino, fatturazioni, etichette, vasi quadrati per conserve e marmellateŠ). Anche qui, proprio i GAS possono aiutare ad affrancarsi dalla tirannia, tramite l'auto-organizzazione.

E' chiaro che alla base di tutti i rapporti tra i fornitori e i consumatori nei GAS c'e' sempre una relazione di conoscenza diretta, di condivisione di una serie di principi, e quindi di fiducia, che se non sempre da sola basta a superare tutte le difficoltà legate alle certificazioni (documenti, fatture, garanzie di igiene nelle lavorazioniŠ), certamente può dare una mano. Resta il fatto che spesso le nostre attività non sono 'a norma di legge': i luoghi in cui ci distribuiamo la verdura, il pane prodotto in laboratori artigianali e cotto in forni ad un solo piano, il trasporto di alimenti senza autorizzazione, e magari senza bolla di consegna o addirittura senza fatturazioneŠ

Il problema, più che normativo, è politico: siamo 'illegali' per scelta, accettiamo questa condizione, convinti che i principi che ci ispirano non siano in contraddizione con lo 'spirito della legge', ma d'altro canto sappiamo di correre dei rischi, e ci preoccupa il fatto che questi siano spesso sulla testa degli anelli più deboli della catena: se alla nostra panettiera viene sequestrato il forno (non a norma) noi possiamo sempre andare a comprare il pane altrove, ma lei?

Ci viene incontro la consapevolezza che le istituzioni pubbliche (USL, comune, autorità varie) sono da intendersi come 'al nostro servizio' più che come i nostri guardiani: siamo noi che eleggiamo i nostri rappresentanti, ed i soldi che essi gestiscono sono soldi nostri. Partire da qui per rovesciare la relazione di potere e risolvere i problemi evitando di farli sorgere.
Anche con i commercianti che ci vedono come una pericolosa concorrenza, e' possibile stabilire un rapporto di collaborazione invece che una battaglia per accaparrarsi l'ultimo cliente: non sempre il percorso e' facile, a volte nemmeno possibile, ma questa e' comunque la strada da percorrere. In questo contesto non possiamo che rallegrarci della crescita dei GAS, come diffusione di una consapevolezza del consumo che poco a poco dovrà raggiungere anche i più incalliti mercanti.

Un altro aspetto che dovrebbe favorire la relazione con le istituzioni locali (Comuni, Province, camere di commercio ed artigianato) è l'accento sulla produzione locale: se per noi si tratta di ridurre l'impatto dei trasporti, oltre che di coltivare una relazione diretta con i produttori, per il territorio, si traduce in favorire l'economia locale, un obiettivo caro agli amministratori.


Sintesi intervento di Francesco Gesualdi all'Assemblea dei GAS Toscani

Il consumo critico può diventare un intervento che si limita al privato e quindi che anche i Gruppi di Acquisto Solidale si trasformi in un "gruppo corporativo", che acquista prodotti biologici ad un buon prezzo. La grande stampa sta infatti strumentalizzando proprio questo aspetto dell'esperienza dei GAS italiani e in questo senso gli sta facendo un cattivo servizio.

Esiste pertanto un problema di comunicazione e quindi dobbiamo riflettere e sottolineare ciò che noi, GAS, vogliamo comunicare all'opinione pubblica.

1) Intanto vogliamo sottolineare l'esigenza della partecipazione, il nostro no alla delega. Non vogliamo limitarci al voto, vogliamo
riappropriarci del potere di cambiare le regole del sistema e quindi ci assumiamo l'onere di fare esperienze alternative all'attuale sistema per provocare una sua trasformazione.

2) Un'altro aspetto che vogliamo comunicare e' quello della contrapposizione tra "economia locale" ed economia globale. Un'economia locale che non può essere intesa solo come produzione agricola, ma invece come attenzione al territorio circostante in tutti i suoi aspetti, una sua valorizzazione legata alla constatazione che il territorio locale serve alla sopravivenza e che necessita quindi di cura da parte della comunita'. Anche dal punto di vista occupazionale dobbiamo proporre il lavoro sicuro dell'economia locale in contrapposizione al lavoro precario delle multinazionali. La nostra proposta si deve quindi spingere anche a chiedere alle istituzioni di fare una serie di passaggi amministrativi che riportano per esempio i servizi, a partire da quelli essenziali, vicini alla gente, anche nei posti più isolati, perché il territorio deve essere abitato in tutti i suoi luoghi. Quindi una controtendenza e probabilmente un confronto / scontro con le istituzioni e con le attuali compagini politiche che le governano. L'esperienza francese pero' ci ricorda che questo rapporto e' possibile, infatti in alcune zone della Francia i GAS sono sostenuti
anche dalle istituzioni proprio perche' difende l'economia locale, per esempio con il pre-pagamento dei prodotti, proprio come si fa nei GAS italiani.

3) L'altro aspetto che si vuole sottolineare e' la costruzione di un'economia alternativa: le relazioni commerciali non dovranno più
essere mediate solo dal denaro, le imprese dovranno assumersi seriamente le loro responsabilità: nel campo ambientale, come inquinamento e uso del territorio; legali, come diritti dei lavoratori; sociale, come diritti dei cittadini e della società in generale. I GAS possono assumere questo ruolo di stimolo e di spinta al cambiamento da parte delle imprese.

 

Pisa, 29 gennaio 2005