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attraverso la democrazia partecipativa e deliberativa, promuovere l'economia ecosolidale

Partecipazione civica nei comuni

La partecipazione civica si può realizzare su una serie di principi che sono alla base di una reale democrazia partecipativa:

- Il metodo per la partecipazione civica al governo locale è la democrazia partecipativa intesa come forma ordinaria di governo in tutti i settori ed in tutti i livelli amministrativi con la partecipazione diretta dei cittadini nei processi decisionali.

- Condivisione sociale dei beni comuni per valorizzare il territorio, i saperi diffusi e le culture locali.

- Gestione trasparente dell'amministrazione pubblica

- Economia locale autosostenibile e solidale

- Sostenibilità sociale ed ecologica

- Federalismo municipale solidale

- Principio di sussidiarietà, reciprocità, cooperazione

- Collaborazione solidale

- Coniugare insieme libertà individuali e giustizia sociale

Esempi di attivazione dei processi partecipativi per rispondere agli interessi generali della comunità locale, in modo che il Comune esprima una reale capacità di autogoverno della società:

1. Elezione diretta da parte dei cittadini del Difensore Civico, che così risponderà del proprio operato ai cittadini e non al consiglio comunale o all’amministrazione che oggi lo nomina.

2. Iniziativa popolare in cui basterà presentare l’1% delle firme degli aventi diritto al voto, tempi stretti e certi (esempio entro 2 mesi) per la discussione di questa iniziativa in consiglio comunale.

3. Referendum abrogativo. Quando l’amministrazione delibera di procedere con un atto che i cittadini non vogliono, essi, nei primi 100 giorni dalla delibera, avranno la possibilità di raccogliere l’1% delle firme degli aventi diritto al voto. Se riescono in questo proposito, l’atto
amministrativo sarà posto a referendum abrogativo nei mesi successivi. Senza quorum di partecipazione. La deliberazione diventerà effettiva se la maggioranza dei votanti l’avrà votata.
Abbinare i referendum alle elezioni regionali, nazionali ed europee.

4. Referendum propositivo. Quando un amministratore non ascolta la volontà o i suggerimenti dei cittadini, essi devono avere la possibilità di rivolgersi direttamente ai loro concittadini. Tramite raccolta del 2% delle firme degli aventi diritto al voto, sarà possibile presentare un quesito posto in forma di domanda semplice o di proposta di atto amministrativo suddiviso in paragrafi e commi, al voto di tutti i cittadini. Non sarà presente il quorum, perché tuttigli studiosi di democrazia hanno da tempo osservato che il quorum diminuisce la partecipazione al voto perché si presta ad azioni di boicottaggio della parte politica che vuole far invalidare il
referendum per far vincere la posizione del NO.
Abbinare i referendum alle elezioni regionali, nazionali ed europee.

5. Assemblea Pubblica su Richiesta dei Cittadini. Quando un gruppo di cittadini avrà raccolto lo 0,5% delle firme degli aventi diritto al voto su un determinato argomento della città, potrà richiedere l’indizione in tempi molto rapidi (2 settimane) di una assemblea pubblica, realizzata negli orari e negli spazi indicati dai cittadini, con un metodo e tempi precisi per porre domande ed effettuare risposte, con la presenza obbligatoria della giunta comunale al completo, che dovrà rispondere alle domande, con il Difensore Civico come facilitatore della serata.

6. Trasparenza nelle riunioni della Giunta Comunale, ovvero dell’organo che effettivamente governa la città, tramite sedute sempre aperte al pubblico, e video trasmesse nel sito web del comune.

7. Diario pubblico di ogni assessore. Ogni assessore verrà fornito di un blog, collegato al sito del comune. Su questo blog dovrà aggiornare quotidianamente il suo operato.
Così i cittadini e i media potranno seguire quotidianamente l’azione dei loro amministratori.

8. Possibilità per i cittadini di partecipare al Consiglio Comunale Aperto con domande e interventi. Oggi i consigli comunali sono luoghi dove gli oratori parlano per decine di minuti spesso a un’aula deserta, dando sfogo alla loro prolissità e al loro ego. Faremo in modo che in Consiglio Comunale i consiglieri possano fare interventi lunghi al massimo 3 minuti e che i cittadini presenti fisicamente nella sala, oppure collegati da casa con internet possano fare domande e interventi lunghi al massimo 1 minuto. Così avrà senso la partecipazione dei cittadini al Consiglio Comunale.

9. Una volta all’anno di norma, o di più se richiesto dallo 0,5% dei cittadini, realizzeare “La Parola ai Cittadini” con la presenza dell’intera Giunta Comunale. In questa serata partecipativa, con facilitatore il Difensore Civico, i cittadini avranno diritto di fare proposte o critiche per la loro città, ogni intervento avrà tempo massimo 3 minuti, ci sarà un contradditorio di 1 minuto per intervento e poi la proposta sarà messa ai voti per alzata di mano. Si otterrà così una lista di proposte messe in ordine decrescente di voto. La Giunta Comunale potrà fare interventi per chiarire aspetti della proposta prima del voto, con tempo massimo di 3 minuti, e dovrà essere obbligata a portare avanti almeno le prime 3 proposte più votate dai cittadini presenti.

Giulio Ripa

AllegatoDimensione
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