Riflessioni: frammenti sull'arte
* Riflessioni filosofiche
L'etimologia greca della parola arte ci dice che arte vuol dire tecnica, mestiere o meglio ancora i segreti del mestiere, in ultima analisi mistero: l'arte è il "mistero" dell'artista nella creazione d'opera.
Kant ci ha insegnato il "principio di ragione" cioè che l'uomo possiede la capacità di astrazione, di fare un ragionamento a priori.
Grazie a questo principio possiamo pensare qualsiasi tipo di concettualizzazione, di fare qualsiasi riflessione, possiamo affermare qualsiasi cosa, il tutto e il contrario di tutto, possiamo liberarci del nostro istinto e delle nostre sensazioni.
E' la nostra volontà di rappresentare un'idea che regge il "principio di ragione".
Quando questa capacità di astrazione incontra l'arte parliamo di creatività.
E' la creatività il motore che mette in moto l'arte. Essa è il tentativo di trascendere la realtà così come è, spingendo l'artista a trasformare in opera d'arte la sua idea del mondo.
E' la volontà di vivere che spinge l'uomo verso la creatività, in quanto è l'unica consolazione che sembra sfuggire alla sua condizione esistenziale.
L'arte è rappresentazione nella rappresentazione della realtà che ognuno di noi si fa del mondo in base alla propria volontà: è lo spettacolo nello spettacolo, la scena nella scena.
L'arte allora può avere una funzione consolatoria perchè in essa l'artista - l'uomo che danza incatenato - cerca di sollevarsi dalla propria alienazione.
Il passaggio dalla creatività all'arte, trova nell'esperienza quotidiana quasi sempre degli ostacoli perchè questo passaggio è mediato dall'artista o dallo spettatore o dall'opera d'arte.
I motivi come si sa sono tanti e conosciuti. Eccone alcuni:
-problemi dell'artista (vivere con l'arte o l'arte di vivere?).
-problemi dello spettatore (il mercato dello spettacolo o lo spettacolo del mercato?)
-problemi dell'opera d'arte (nell'estetica che cosa è arte e cosa non lo è?)
-problemi di comunicazione tra l'artista e lo spettatore mediato dall'opera
-problemi come il travaglio dell'arte contemporanea che, oramai fuori dalla storia, nel negare tutti i contenuti della tradizione, arriva alla riproduzione del nulla ed al silenzio.
-etc.etc.
Oggi l'unica via d'uscita sarebbe racchiudere in una sola cosa tutti e tre gli elementi che caratterizzano l'arte:
"L'artista deve essere opera d'arte e spettatore di se stesso."
Ma questo è umanamente e filosoficamente impossibile, perchè verrebbe a mancare la distinzione tra soggetto e oggetto che è lo stato dell'arte e di qualsiasi altra conoscenza.
A voi tutti di trovare se esiste la soluzione.
